Presentazione

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Presentazione 2018-07-16T15:52:29+00:00

L’Istituto delle Suore Francescane Missionarie, d’Egitto, dette del Cuore Immacolato di Maria è presente a Roma, in via delle Sette Chiese 243, sin dal 1951.

L’Istituto, fondato dalla Beata Madre Maria Caterina Troiani nella città del Cairo, in Egitto, il 5 luglio 1868, si ispira a principi pedagogico educativi fondati sull’antropologia cristiana.

L’Istituto scolastico “Caterina di S. Rosa” (CSR) è una scuola cattolica, esperienza ecclesiale della Chiesa di Roma, ispirata al francescanesimo secondo il carisma della Beata Madre Maria Caterina Troiani, custodito e tramandato dalle sue figlie. In quanto Scuola Cattolica, fa riferimento costante ad una concezione cristiana della vita che pone al centro dell’azione educativa la persona, per promuoverla nella sua integralità. In quanto espressione ecclesiale, partecipa attivamente al progetto educativo e formativo della Chiesa locale.

Si ispira alla ricchezza valoriale della tradizione francescana, che risalta atteggiamenti quali la lode, la gratitudine, la meraviglia e lo stupore dinanzi ad ogni creatura e a tutto ciò che ci circonda.

Il particolare riferimento al carisma di Madre Caterina favorisce un clima educativo famigliare, caratterizzato da relazioni fondate sulla fiducia e sulla stima per ogni singolo alunno, ognuno con le proprie diversità e i propri doni. Scopo dell’azione educativa è di sviluppare le potenzialità di tutti per un inserimento attivo e responsabile nella società odierna. Per guidare l’azione degli educatori e rendere visibile il carisma, l’Istituto promuove percorsi formativi ispirati alla Sacra Scrittura e al patrimonio spirituale e culturale francescano-cateriniano.

Il progetto educativo si ispira ai seguenti valori:

  • la centralità e la dignità della persona: il valore della persona viene posto al centro di tutta l’azione pedagogico/didattica della scuola. Si realizza attraverso processi di:
    • accoglienza incondizionata di ciascun allievo;
    • ascolto profondo delle esigenze degli studenti e dei loro genitori;
    • ricerca del senso della vita;
    • la costruzione di uno spirito critico e di una autonomia responsabile;
    • promozione di competenze nel campo dello studio, della cultura e della vita.
  • la famiglia: si intende dare centralità al ruolo primario educativo dei genitori e al loro pieno coinvolgimento, lungo l’intero percorso scolastico. La realizzazione di reti con tutti i soggetti coinvolti nel processo formativo accentua i compiti e le funzioni della comunità educante: la famiglia, infatti, si pone all’interno della società come prima e indispensabile Comunità educante. Per i genitori, l’educazione è un dovere essenziale, perché connesso alla trasmissione della vita; originale e primario rispetto al compito educativo di altri soggetti; insostituibile e inalienabile, nel senso che non può essere delegato né surrogato (Educare alla Vita buona del Vangelo, n.35).
    Per sottolineare il valore della famiglia, dal 1990 è tradizione l’attuarsi di una iniziativa che coinvolge tutti i genitori dei tre diversi ordini di scuola, quale la “Festa della Famiglia”. Essa è organizzata proprio dai genitori in collaborazione con tutte le religiose e gli insegnanti della scuola ed è animata dai bambini e dai ragazzi attraverso saggi ginnici e rappresentazioni teatrali. Si svolge solitamente l’ultima domenica di Maggio e ha come fulcro la celebrazione eucaristica. È una giornata in cui la scuola si manifesta in modo particolare come comunità che accoglie, educa all’incontro, alla condivisione e alla gioia.
  • l’educazione alla giustizia, alla solidarietà, alla fraternità e alla pace francescana: nella scuola è irrinunciabile il valore della solidarietà e della pari dignità sociale di tutti i soggetti coinvolti. S’intende sviluppare negli alunni una cultura che favorisca la crescita e l’integrazione di tutte le persone, con una particolare attenzione a coloro che rappresentano le fasce più deboli ed a rischio di emarginazione, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e condizione sociale.

Inoltre, l’attenzione al contesto socio-culturale favorisce lo sviluppo di un’offerta formativa capace di interpretare l’evoluzione della società ed i suoi veri bisogni formativi, e di preparare i ragazzi ad un inserimento da protagonisti nel contesto nazionale ed europeo.

Da tale prospettiva deriva una visione del ruolo del docente come colui che è a servizio della crescita integrale dell’alunno. “Emerge con evidenza una nuova e diversa, rispetto al passato anche recente, caratterizzazione professionale della funzione docente. Ciò che è richiesto oggi a chi insegna è una pienezza professionale inedita, che esige autonomia, capacità progettuale e valutativa, relazionalità, creatività, apertura all’innovazione, costume di ricerca e di sperimentazione” (CEI, Fare pastorale della scuola oggi in Italia, n.11, Roma, 1990).

Alla luce di quanto appena detto, il docente cattolico è chiamato ad essere:

  • educatore dell’uomo nella integralità della sua persona e del cittadino che si prepara ad inserirsi nella società, ad assumere ruoli di responsabilità;
  • professionista che si sente sollecitato da un bisogno di aggiornamento e formazione permanenti;
  • capace di collaborazione sistematica con gli altri colleghi per perseguire finalità, obiettivi comuni e condivisi, capace di sinceri rapporti interpersonali con gli allievi;
  • consapevole del chiaro e definito progetto educativo, ispirato ai grandi valori umani e cristiani.

Solo in questo modo è possibile rispondere al diritto umano fondamentale e prioritario dell’alunno all’educazione, al diritto della famiglia di educare il proprio figlio, alla funzione della scuola come istituzione intenzionalmente finalizzata alla educazione.

Il docente laico opera in una scuola, cioè in una comunità educante di persone che hanno competenze, ruoli e responsabilità diverse, soggetti chiamati a interagire sinergicamente tra di loro. Egli concorre così attivamente alla propria educazione e contestualmente a quella degli alunni e dei genitori.